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20/02/13 - Torino

Uno spazio nell’AICS per il Trial in crisi?

Come abbiamo sempre sostenuto la crisi che sta attraversando la nostra specialità non può venire attenuata andando a ritoccare il regolamento: quello che invece ha pensato bene di fare la Federazione Internazionale, tornando al NON STOP.
Ovviamente da noi in Italia, il perdurare di politiche che non rilanciano l’economia, come pressione fiscale alle stelle e disoccupazione, non aiutano la crescita in settori di attività ludiche, oggetto primario di tagli per la famiglia media, costretta a far fronte a più ingenti spese.

Ma se possiamo estraniarsi per un attimo dalla crisi economica, per la quale come testata apolitica, non vogliamo suggerire rimedi, lasciando ad altri media il compito di sostenere quella o quell’altra coalizione, crediamo di poter fare qualcosa a sostegno nel nostro sport favorito, che necessita di un’iniezione di fiducia per poter sopravvivere.

Esaminando la situazione piemontese, che non crediamo molto diversa da quella di altre regioni, due sono i fattori su cui concentraci: i luoghi e la promozione.
I luoghi per la pratica devono essere ben definiti: a chi viene proposto di acquistare una moto da trial si deve offrire garanzia di posti sufficienti per poi praticare il Trial, in assoluta tranquillità, senza il pericolo di incorrere in sanzioni.
Ma affinché a qualcuno venga in mente di acquistare una moto da trial, si deve fare della “promozione”, far conoscere la specialità. Un tempo l’unico modo era attraverso l’organizzazione di gare, ma questo implica già un interesse per chi deve presenziare da spettatore. L’ideale sarebbe che le televisioni ne parlassero, ma siamo troppo pochi per venir presi in considerazione.

La promozione si deve fare utilizzando i canali che il progresso ci mette a disposizione. Internet, siti, social network. Diffondiamo video, foto a più non posso. E poi perché non produrre dei video che illustrino come fare i primi passi e, farli circolare sugli schermi delle palestre, dove qualche ragazzo/a sportivo potrebbe esserne incuriosito.
A questo punto, sono necessarie le prove gratuite con mezzi messi a disposizione dalle Case o dai concessionari per sciogliere sul campo i dubbi e le curiosità. Non basta più solo concentrarsi su organizzazioni di gare e campionati, sempre più per pochi. Anche i costi delle licenze e la “burocrazia” dovrebbero venire rivisti alla luce di questo momento di crisi.

Cosa centra l’AICS? Beh, innanzitutto su cosa sia vi rimandiamo al sito dove potete trovare un’ampia presentazione: www.aics.it.
In sintesi: l’acronimo sta per Associazione Italiana Cultura e Sport. E’ riconosciuta dal CONI e da circa cinquant’anni opera sul territorio nazionale con circoli affiliati che svolgono attività sportive a livello amatoriale.

Abbiamo pensato che la Federazione Italiana sia già oberata di lavoro nel sostenere l’aspetto più agonistico, con campionati, team agguerriti e via dicendo, e difficilmente possa trovare tempo e risorse per sviluppare tematiche che , a nostro giudizio, stanno diventando di assoluta priorità. Per nostra fortuna nella sede di Torino dell’AICS, abbiamo trovato disponibile a rispondere ai nostri quesiti, il vicepresidente nazionale, Ezio Dema, il quale ha mostrato interesse ad aprire le porte dell’AICS alla nostra specialità, ancora non rappresentata.

“Come si dovrebbe fare per organizzare manifestazioni tipo scuole, mulatrial o gare sotto l’egida dell’AICS?”
“L’associazione, il circolo o nel caso specifico, il moto club deve affiliarsi a noi. Non ha importanza se e’ gia’ anche affiliato alla Federazione Motociclistica. Il costo di affiliazione la prima volta e’ 100 euro, dall’anno successivo 80. Non c’e’ un minimo di tessere da acquistare. La singola tessera ha un costo che varia da 5 a 7 euro a seconda del Comitato Provinciale. In Piemonte costa 5,5 euro quest’anno. Poi ogni associazione la puo’ far pagare di piu’ per costituirsi un fondo per le proprie spese. Il nostro anno sportivo va dal 1 settembre al 31 agosto dell’anno successivo”.

“Mi e’ stato detto che l’anno scorso in Piemonte c’era un campionato di motocross, e’ vero? Come vengono gestite le gare? Si deve avere una licenza? Quali sono i costi?”
“Si avevamo circa 3500 tesserati ed un campionato. La licenza quest’anno costa 10 euro e viene rilasciata con la condizione di avere superato la visita medica sportiva come penso avvenga nella FMI. Il costo cosi’ basso e’ spiegato dal fatto che intendiamo venire incontro alle note difficoltà economiche del periodo e l’assicurazione è pagata a parte . Ogni pilota puo’ scegliere tra diverse proposte e coperture che vanno da un minimo di 33 ad un massimo di 49 euro per una copertura che comprende anche gli allenamenti. “

“Incredibilmente bassi, dunque per correre un’intera stagione assicurati si spenderebbe 59 euro più la tessera! Ma un moto club che vuole organizzare una gara e’ soggetto ad altri costi?”
“Deve provvedere alla assicurazione responsabilità civile (legge 990) per la manifestazione a tariffa convenzionata. Il nostro “nulla-osta”, che normalmente viene richiesto per ottenere i permessi dai Comuni, e’ gratuito. Non mandiamo commissari, ognuno si deve organizzare da solo. Per adesso non abbiamo avuto altre richieste in merito. Non escludiamo, laddove ci fosse un’esigenza, di formare del personale esperto per la singola specialità. In tal caso si dovrebbe anche studiare una tassa per coprire le spese di chi viene inviato.”

“La questione annosa potrebbe essere la compatibilità con il mondo FMI. Ai miei tempi UISP e FMI in Piemonte coesistevano con campionati che non si pestavano i piedi. Cosa potrebbe succedere oggi se un moto club fosse affiliato ad entrambi?”
“Assolutamente nulla. Anzi, stiamo cercando di formalizzare un protocollo d’intesa con la FMI che permetta ai licenziati FMI la partecipazione alle nostre manifestazioni, senza dover per forza anche avere una nostra licenza. Ma questo e’ ancora in fase di studio.”

“Attualmente nelle manifestazioni AICS e’ possibile anche accettare piloti non licenziati? “
“Certamente. C’e’ la possibilità di assicurarli con una polizza manifestazione motociclistica giornaliera di 200 euro ogni 50 piloti e vale sono per quella manifestazione. Comunque le varie tariffe assicurative sono tutte visionabili sul sito”

“In pratica, cosa possiamo fare nel 2013, tanto per incominciare?”

“ Se avete delle domeniche libere potete organizzare manifestazioni promozionali come prove di moto, mulatrial o gare. Se poi ci fossero 4 o 5 gare, si potrebbe anche istituire un campionato. Come ripeto e’ tutto da costruire, noi apriamo la porta, diteci voi cosa volete fare.”

Sentito? Visto che Phototrial si era fatto promotore dell’iniziativa “All Trial” in Piemonte, che sembrava potesse avere un seguito, ma che poi invece era stata abbandonata per “cambiamenti di idea” improvvisi quanto inaspettati, Phototrial appoggerà anche questa iniziativa. Fateci sapere le vostre impressioni, le vostre idee, le vostre proposte.
Sinceramente per il 2013 potrebbe essere troppo tardi per proporre un campionato, ma per singole manifestazioni, perché no?

Tutto quello che può far bene a diffondere il Trial sarà da noi appoggiato incondizionatamente!

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il vice-presidente dell'AICS, Ezio Dema